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Le Differenze tra Fitoterapia e Omeopatia

 

Tempo di lettura 5 Minuti

Spesso si confonde la fitoterapia con l'omeopatia. Talvolta il confine può apparire labile e spesso le aziende giocano sul fraintendimento: purché il rimedio non faccia male, le differenze passano in secondo piano. E' bene, tuttavia, distinguere gli ambiti, perché l'efficacia e il tipo di effetto possono essere ben diversi. Con lo scopo di chiarirne, in modo semplice, le differenze principali, presentiamo questo piccolo articolo, con l'augurio di rispondere alle numerose domande poste ogni giorno dai pazienti.

 

Che cos'è la fitoterapia?

La fitoterapia consiste nell’utilizzo di erbe e piante o estratti di piante per la cura di malattie o per il mantenimento dello stato di benessere. La fitoterapia rappresenta in assoluto la prima e più antica forma di medicina utilizzata dall'uomo. L’uso terapeutico delle piante medicinali è conosciuto e citato sin nei geroglifici dell’antico Egitto. La moderna fitoterapia si basa sul concetto dell'attività terapeutica globale della pianta o di “fitocomplesso”. Ogni pianta medicinale ha una sua propria composizione chimica, e comprende un numero più o meno grande di sostanze chimiche, la maggior parte delle quali dotate di una loro propria attività terapeutica evidente e conosciuta (principi attivi) mentre alcune sono considerate secondarie e alcune inerti, ad esempio cellulosa e lignine. Tutte le sostanze chimiche sia attive che inermi formano, assieme, quello che si definisce fitocomplesso. Il fitocomplesso è il responsabile delle proprietà salutari di una pianta medicinale in quanto le sostanze secondarie e/o inerti coadiuvano l’attività dei principi attivi modulandone la farmacocinetica, l’assorbimento e il metabolismo. Pertanto, la fitoterapia risulta una forma di farmacologia in cui uno o più principi attivi vegetali, farmacologicamente attivi, vengono veicolati da un mix di altre molecole. L’azione del fitocomplesso può avere proprietà terapeutiche che possono essere diverse da quelle di uno o più dei suoi componenti presi singolarmente. Il fitocomplesso,  inoltre, è il principale responsabile della tollerabilità di questi rimedi, che in genere è ottima.
 

 
Quali sono i benefici della fitoterapia?
 
La ricchezza delle piante medicinali, la varietà delle indicazioni terapeutiche che deriva dal patrimonio delle osservazioni del passato, la ridotta tossicità e il ridotto rischio di assuefazione rappresentano i principali vantaggi della fitoterapia. Il rimedio fitoterapico può costituire una valida possibilità terapeutica che può sostituirsi o integrarsi alla terapia farmacologica convenzionale ed essere utilizzata come prevenzione o cura delle malattie. Per i fitoterapeuti esiste un rimedio a base di erbe per qualunque tipo di malattia. In Europa, in genere si ricorre alla fitoterapia principalmente per la cura di disturbi minori, come per esempio problemi digestivi, influenza, tosse, mal di testa ed esantema. I prodotti fitoterapici sono indicati sia in caso di manifestazioni acute, come il mal di gola, sia per il trattamento di condizioni croniche come le affezioni cutanee, l’artrosi ecc. In confronto alla specialità medicinale l’azione del fitocomplesso è più lenta, ma aggiungendosi una serie di meccanismi accessori al meccanismo d’azione principale si ha un’azione finale più completa e meno tossica.
 
 
 
Capolino di Matricaria Recutita, o Camomilla
 
 
L'uso di piante medicinali può essere dannoso?
 
In generale, la corretta somministrazione dei fitoterapici non presenta rischi di tossicità. Tuttavia è opportuno conoscere la potenziale tossicità di alcuni di essi ed è assolutamente sbagliato pensare che "tutto quello che è naturale non fa male"; si è pur sempre davanti ad una forma di farmacologia, per cui all'aumentare della dose aumenta l'effetto e il rischio di effetto collaterale. E' per questo che sarebbe bene affidarsi sempre e solo a personequalificate, come medici e farmacisti, piuttosto che fare da sé, o lasciar fare a erboristi improvvisati.
 

Fitoterapia: per chi
 
Taraxacum_Officinale
La fitoterapia può essere usata sia nelle persone sane, per la prevenzione di disturbi o malattie specifiche, che in corso di malattia, al posto di farmaci o insieme ad essi, per migliorarne l’efficacia. L’utilizzo di piante medicinali è utile in presenza di disturbi di media-lieve entità che possono interessare diversi apparati: per esempio per problemi all’apparato respiratorio quali tosse, mal di gola, raffreddore e sindrome influenzale, per problemi all’apparato digerente come difficoltà di digestione, stipsi, gonfiore addominale, in presenza di problemi all’apparato cardiovascolare dall’’insufficienza venosa agli arti inferiori fino alla tachicardia, per i disturbi del sistema nervoso come ansia e insonnia, per problemi all’apparato urogenitale e per le malattie dermatologiche quali acne e dermatiti. L’efficacia della terapia e la ridotta tossicità rende vantaggioso l’uso di rimedi a base di erbe medicinali in età infantile, quasi sempre dopo che i piccoli pazienti hanno già sperimentato con insuccesso farmaci convenzionali. Le patologie più comuni riguardano: infezioni delle alte vie aeree, manifestazioni allergiche cutanee e respiratorie, disturbi dell’apparato digerente, disturbi del sistema nervoso.
 
 
Taraxacum Officinale o Dente di Leone
Fitoterapia: la legge in Italia e all’estero
 
La professionalità del fitoterapeuta si basa su una laurea specialistica in Farmacia o in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. A livello europeo, la Fitoterapia riscuote consensi generali, ma diverse e sostanziali sono le differenze tra i Paesi dell’Unione. In Spagna, le erbe tradizionali sono vendute liberamente, mentre in Olanda o in Belgio vige un controllo più accurato sui prodotti fitoterapici alimentari e non su quelli farmacologici. In Germania, i preparati vegetali sono considerati alla stregua di farmaco a tutti gli effetti. In Italia, le leggi e le regolamentazioni per la Fitomedicina non sono delle più soddisfacenti. La maggior parte delle fitomedicine in commercio sono sotto forma di integratori alimentari secondo il D.L n.111-92, con l'eccezione di alcuni medical device. Allo stato attuale, diverse proposte di legge presentate in Parlamento non hanno ancora trovato l'approvazione di legge.
 
Omeopatia: Che Cos’è
 
Sotto il termine di omeopatia si nasconde una grandissima confusione. Tutto ciò che è di origine naturale viene chiamato omeopatico, dai prodotti erboristici ai fitoterapici alla medicina naturale. L'omeopatia è un tipo di terapia basata sul principio "Similia Similibus Curantur", formulato da Hahnemann, suo fondatore, nel XIX secolo. Si basa su tre principi fondamentali:
 
1) Il principio di similitudine
 
L’omeopatia si propone di curare sintomi o malattie con dosi infinitesimali delle sostanze che in dosi maggiori provocherebbero gli stessi disturbi o malattie nei soggetti sani. Ad esempio, si usano gli estratti diluiti del veleno di ape per curare le punture di ape (identico) e tutte le punture d'insetto che provocano sintomi simili a quelli della puntura dell'ape (simillimum). Si userà coffea (il caffè ) per curare quegli stati di eccitazione simili a quelli che produce l'eccesso di caffè.
 
2) La diluizione infinetesimali
 
Nei rimedi omeopatici sostanze diverse vengono diluite fino a quantità infinitesimali e sottoposte a scuotimento, per eliminare le proprietà tossicologiche, esaltandone invece quelle terapeutiche. Le diluizioni sono spinte ad un punto tale da costituire il bersaglio principale delle critiche verso la terapia omeopatia; La chimica insegna, infatti, che superata una certa diluizione (4 o 5 CH, diluizione centesimale)*, nella soluzione non abbiamo più la sostanza disciolta, ma soltanto il solvente o il mezzo di dispersione. Oltre un certo limite, si scioglie, in pratica, acqua in altra acqua. La differenza sostanziale, è che da una soluzione diluita senza essere dinamizzata non si ottiene alcun rimedio omeopatico, ma si ottiene solo una diluizione terapeuticamente inefficace o scarsamente efficace. La dinamizzazione è quel processo che consiste nel far seguire ad ogni diluizione un numero definito di scuotimento o agitazioni del contenitore. Con la scuotimento l'energia della piccola parte attiva della soluzione (sostanze di origine naturale) viene trasmessa alla parte rimanente della soluzione (acqua). A parità di diluizione, maggiore è il numero di scuotimento e maggiore sarà la potenza della soluzione omeopatica.
 
* in cui ogni soluzione ottenuta contiene 1/100 della soluzione originante dalla precedente diluizione
 
3) Le caratteristiche della persona
 
Le cure omeopatiche e i rimedi da assumere, oltre che ai sintomi, sono legati anche alle caratteristiche della persona, in quanto ognuno di noi è differente dall’altro nell’aspetto, nel carattere, nel comportamento, ecc.; questo comporta uno specifico e caratteristico dinamismo morboso, diverso da persona a persona. Di conseguenza i rimedi omeopatici, a fronte di una stessa malattia, possono essere diversi da individuo ad individuo.
 
Omeopatia: benefici e controindicazioni

L’omeopata prescrive il rimedio in base alle caratteristiche psicofisiche differenti per ogni paziente. Ciò implica un ascolto e un approccio umano verso la persona, e non unicamente verso la malattia, come spesso accade per la medicina tradizionale. Questo è il beneficio più importante dell’approccio omeopatico. I rimedi omeopatici garantiscono l’assenza di tossicità* che rende gli omeopatici adatti anche nel trattamento di affezioni in età pediatrica e in gravidanza, la rara incidenza di effetti collaterali, la compatibilità con altre terapie farmacologiche (gli omeopatici svolgono spesso un'azione complementare ai farmaci convenzionali).  Anche per l’omeopatia, esistono delle controindicazioni relative a trattamenti non corretti.
* derivante dalle diluizioni reiterate
 
Omeopatia: per chi
 
L’uso di rimedi omeopatici è in aumento e chi si rivolge alle cure omeopatiche è solitamente un paziente che ha perso fiducia nelle cure convenzionali e vuole provare un’alternativa. È vasto l’elenco di patologie trattabili mediante omeopatia come malattie organiche, funzionali, acute o croniche. Tra i disturbi più comuni trattati omeopaticamente, secondo un documento della LUIMO ci sono nell’ordine: disturbi psichici, malattie dell’apparato respiratorio, della cute, dell’apparato digerente e genitourinario, malattie endocrine e nutrizionali, malattie del sistema osteo-muscolare, del sistema nervoso, circolatorio.
 
Omeopatia: la legge in Italia e all’estero
 
In Italia non esiste una legislazione specifica sull’omeopatia, malgrado diverse proposte di legge depositate in Parlamento. Da un punto di vista formale medico omeopata è laureato in Medicina e Chirurgia, abilitato alla professione medica, iscritto all'Ordine dei Medici, e formato  attraverso corsi specifici in Medicina Omeopatica della durata di almeno tre anni, sotto la guida e la supervisione di docenti di comprovata esperienza clinica.
 
La normativa attualmente in vigore permettere la commercializzazione di rimedi omeopatici senza foglietto illustrativo. L'assenza non è un problema considerando che vengono normalmente dosati e "personalizzati" in base alle diverse esigenze, pertanto posologia e indicazione terapeutica non potrebbero comunque essere indicate perché variano a seconda della patologia per la quale vengono impiegati.
Martedi 28 Maggio 2013

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